La
guerra è pace.
Fico
eh?
È
questa in sostanza la base ideologica su cui si fonda il mondo distopico
narrato divinamente da Orwell nel suo 1984 e che permette ad una oligarchia,
identificata solo come "Il Partito", di governare una nazione che,
sentendosi in perenne stato di guerra, accetta la stessa esistenza
dell'oligarchia al potere e una serie di regole e controlli che noi non
faticheremmo a giudicare incivili se non addirittura immorali.
La
guerra permanente poi è solo una arguta invenzione della dittatura, essendo sì
reale, ma generatrice di una situazione di stallo in cui nessuno dei tre
macro-stati immaginati da Orwell ha interesse a far cessare il conflitto,
avendo tutta la convenienza che questo rimanga invece una sorta di spauracchio
per i suoi "cittadini", alimentando paura e, molto più importante,
controllo. Ricordiamoci questo dittico paura-controllo. È fondamentale.
La
stessa figura del dittatore, chiamato Grande Fratello anche se nessuno lo ha
mai visto, è stato emulato in tutta una serie di lungometraggi, dal Padre in
Equilibrium al Cancelliere Adam Sutler di V per Vendetta.
Ora
quello che mi interessa, però, non è una apologia del filone distopico della
letteratura/fumettistica/filmografia dell'ultimo secolo, di cui ne so fin
troppo poco ma che vi consiglio spassionatamente in qualsiasi sua forma, quanto
piuttosto un parallelo con le vicende di noi umani reali, delle nostre società
di oggi.
La
creazione di un nemico della nazione è una pratica che sta alla base di
tantissime moderne democrazie, figuriamoci poi delle non-democrazie, e che
alimenta un clima di odio reciproco e di sospetto e di fanatismi che io ritengo
immotivati quanto scellerati. E da cui non siamo per niente esenti.
Solo
per citare alcuni tratti del ventesimo secolo, una delle prime categorie di nemici
sono stati "i diversi", che essi siano ebrei, omosessuali o neri,
considerati per decenni inferiori rispetto agli esseri umani, rispetto alla
razza ariana ad esempio, la superiore.
Su
questo nemico si è costruita tutta una serie di regimi del controllo, dal
nazifascismo allo stalinismo passando per tutti gli -ismi precedenti la seconda
guerra mondiale.
Dopodichè,
visto che "o muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il
cattivo" come direbbe l'ultimo Batman, essi sono diventati realmente i
cattivi, e sono stati guarda caso protagonisti di una guerra in cui loro erano
i nemici di tutti, e negli altri stati si sono permesse forme di controllo
proprio in ragione dello stato di guerra. Ad esempio negli Stati Uniti.
Paura-controllo.
Appena
vinta la guerra, i vincitori hanno dichiarato immediatamente quali erano i
nuovi nemici, e la scelta è ricaduta sui comunisti, da combattere come piaga
mondiale, e quindi abbiamo avuto il Maccartismo,
la guerra fredda, e una quarantina d'anni di controllo dovuto a paura.
Subito
dopo si è passati alla categoria degli "stronzi" o a quella degli
"irriconoscenti", come i vari sovrani arabi o i generali macedoni e
serbi e balcanici e così via. Per poi passare quasi subito alla categoria per
eccellenza di nemico mondiale.
Il
terrorista.
E
quello dopo? Lo avete già indovinato?
.

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