Leggevo l'altro giorno un articolo di un settimanale in cui si parlava dell'ultimo libro di Robin Dunbar, antropologo britannico, in cui l'autore, fra le tante cose, spiega come il numero massimo di persone con cui siamo in grado di coltivare una amicizia è 150. Questo numero è detto numero di Dunbar e nella definizione originale rappresenta "un limite cognitivo teorico che concerne il numero di persone con cui un individuo è in grado di mantenere relazioni sociali stabili".
Ciò vuol dire che se avete 418.275 amici su facebook potete tranquillamente cancellarne 418.125 senza con ciò sacrificare la vostra cerchia di relazioni. Tanto di più non potete reggere.
Questo è "dimostrato" da diversi esempi, come il numero medio di amici degli stessi utenti FB che si aggira sui 120-130, ma anche dalla dimensione media dei villaggi del medioevo e dal numero di individui nelle primordiali bande di ominidi.
Tutto questo veniva posto in relazione alla dimensione della neocorteccia del nostro cervello. In pratica se aumenti il numero di relazioni senza un'adeguata implementazione del cervello non ci stai dietro.
Questo significa tra l'altro che il progressivo ingrandimento dei villaggi stanziali dei primi uomini è stato possibile solo dall'aumento della materia grigia dovuto all'evoluzione e che la selezione naturale operava favorendo le comunità più organizzate ed efficienti, cioè i nuclei umani più grandi, cioè, in fin dei conti, gli uomini con più cervello.
Detto questo arriva il punto: qualche sera fa ho sentito dire in televisione da un esperto (mi scuserete se non mi ricordo i dettagli, ma era solo una sua opinione) che di fronte alla crisi economica mondiale, all'incalzare del global warming, al sovraffollamento della terra, alla riduzione delle risorse, all'inquinamento galoppante e agli altri gargantueschi problemi che da qui a qualche anno (decine o centinaia di anni a dire il vero) cominceranno a rendere la vita difficile all'uomo, quelli con le maggiori capacità di sopravvivere a questo futuro sono proprio quelle centinaia di milioni di persone che non hanno un contatto stabile con la civiltà, con la tecnologia, con le malattie del XX secolo, con la globalizzazione, siano essi i Masai, gli abitanti tribali dell'Amazzonia o gli indigeni del Borneo.
Guarda un po' essi vivono in villaggi.
La cui dimensione probabilmente si aggira attorno a 150 persone.
Di cui nessuno però ha facebook.
martedì 25 ottobre 2011
lunedì 24 ottobre 2011
Al Nord
Inviata il 25 settembre scorso:
"Egregio Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
Le scrivo in merito ad una mia personale richiesta di informazioni circa le ormai famose sedi cosiddette "di rappresentanza" di alcuni dei nostri ministeri presso la Villa Reale di Monza.
Lo scorso 22 settembre durante la trasmissione di La7 "Piazza Pulita" l'Onorevole Gianluca Pini in forza alla Lega Nord ha rassicurato i presenti e i telespettatori spiegando che le suddette sedi, complete peraltro di effigi ministeriali della Repubblica, non sono costate nulla allo Stato, cioè a noi cittadini, in quanto, ha spiegato poi lo stesso On. Pini, sono state pagate con l'autotassazione che gli eletti della Lega Nord si impongono per il finanziamento del partito e delle sue attività.
Ora io ritengo questa cosa inaccettabile. Se fossero sedi ufficiali del Ministero, cioè della Repubblica, cioè in fin dei conti di tutti noi, è incostituzionale che siano state pagate con i soldi privati di un partito, legittimamente rappresentato in Parlamento ma pur sempre portavoce dell'interesse di circa l'8 per cento della popolazione italiana. In questo caso io pretendo che siano pagate coi nostri soldi, e in tal caso esigo che la relativa spesa sia sottoposta al vaglio del parlamento che, in nostra rappresentanza, valuterà l'opportunità e l'utilità delle stesse in modo pubblico e trasparente.
Se invece trattasi di sedi di partito della Lega Nord, legittimamente pagate dai suoi membri, allora altresì esigo che non vi compaia alcuna effige della Repubblica, né tantomeno altri elementi che potrebbero far confondere circa la funzione dei locali (Tricolore, Sue fotografie incorniciate e altro) e che a tutti gli effetti siano essi considerati sede di partito, inadatte quindi a funzioni ministeriali. Nel frattempo però le faccio presente che il recapito di Monza figura già fra le sedi istituzionali sui siti web dei Ministeri della Semplificazione Normativa e delle Riforme per il Federalismo.
Chiedo pertanto a Lei di redimere la questione dandone conto ai cittadini nell'interesse della Repubblica e dello Stato Italiano.
Con gratitudine e profonda stima colgo l'occasione per inviarle
Distinti Saluti
Giovanni Amadei"
Questa è una sentenza della magistratura di qualche giorno fa. Il motivo non è esattamente lo stesso ma il risultato è simile.
Notizia 19 ottobre
"Egregio Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
Le scrivo in merito ad una mia personale richiesta di informazioni circa le ormai famose sedi cosiddette "di rappresentanza" di alcuni dei nostri ministeri presso la Villa Reale di Monza.
Lo scorso 22 settembre durante la trasmissione di La7 "Piazza Pulita" l'Onorevole Gianluca Pini in forza alla Lega Nord ha rassicurato i presenti e i telespettatori spiegando che le suddette sedi, complete peraltro di effigi ministeriali della Repubblica, non sono costate nulla allo Stato, cioè a noi cittadini, in quanto, ha spiegato poi lo stesso On. Pini, sono state pagate con l'autotassazione che gli eletti della Lega Nord si impongono per il finanziamento del partito e delle sue attività.
Ora io ritengo questa cosa inaccettabile. Se fossero sedi ufficiali del Ministero, cioè della Repubblica, cioè in fin dei conti di tutti noi, è incostituzionale che siano state pagate con i soldi privati di un partito, legittimamente rappresentato in Parlamento ma pur sempre portavoce dell'interesse di circa l'8 per cento della popolazione italiana. In questo caso io pretendo che siano pagate coi nostri soldi, e in tal caso esigo che la relativa spesa sia sottoposta al vaglio del parlamento che, in nostra rappresentanza, valuterà l'opportunità e l'utilità delle stesse in modo pubblico e trasparente.
Se invece trattasi di sedi di partito della Lega Nord, legittimamente pagate dai suoi membri, allora altresì esigo che non vi compaia alcuna effige della Repubblica, né tantomeno altri elementi che potrebbero far confondere circa la funzione dei locali (Tricolore, Sue fotografie incorniciate e altro) e che a tutti gli effetti siano essi considerati sede di partito, inadatte quindi a funzioni ministeriali. Nel frattempo però le faccio presente che il recapito di Monza figura già fra le sedi istituzionali sui siti web dei Ministeri della Semplificazione Normativa e delle Riforme per il Federalismo.
Chiedo pertanto a Lei di redimere la questione dandone conto ai cittadini nell'interesse della Repubblica e dello Stato Italiano.
Con gratitudine e profonda stima colgo l'occasione per inviarle
Distinti Saluti
Giovanni Amadei"
Questa è una sentenza della magistratura di qualche giorno fa. Il motivo non è esattamente lo stesso ma il risultato è simile.
Notizia 19 ottobre
sabato 1 ottobre 2011
Our Country/1
La Gelmini ha affermato: "45 milioni per il tunnel Gran Sasso-Ginevra".
E ancora non sapete quanto è costato intonacare il muro del suono!
Nel frattempo Berlusconi chiede a Tarantini: “Non mandarle alte, noi non siamo alti”.
Le mandò calve.
Per altri invece “Non portarle alte, noi non siamo alti” è la sua idea di proporzionale.
Intanto il ddl presentato permetterebbe alla difesa di convocare un numero illimitato di testimoni.
Ma quante ce n'erano?
Calderoli: “Invidio Berlusconi”. Se fossi Calderoli, anch’io invidierei chiunque.
Infine la bella notizia: “Non siamo ancora a Pinochet” ha dichiarato Cicchitto sbirciando la scaletta.
(feat. of Spinoza.it)
E ancora non sapete quanto è costato intonacare il muro del suono!
Nel frattempo Berlusconi chiede a Tarantini: “Non mandarle alte, noi non siamo alti”.
Le mandò calve.
Per altri invece “Non portarle alte, noi non siamo alti” è la sua idea di proporzionale.
Intanto il ddl presentato permetterebbe alla difesa di convocare un numero illimitato di testimoni.
Ma quante ce n'erano?
Calderoli: “Invidio Berlusconi”. Se fossi Calderoli, anch’io invidierei chiunque.
Infine la bella notizia: “Non siamo ancora a Pinochet” ha dichiarato Cicchitto sbirciando la scaletta.
(feat. of Spinoza.it)
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