martedì 25 ottobre 2011

Gli amici di Dunbar

Leggevo l'altro giorno un articolo di un settimanale in cui si parlava dell'ultimo libro di Robin Dunbar, antropologo britannico, in cui l'autore, fra le tante cose, spiega come il numero massimo di persone con cui siamo in grado di coltivare una amicizia è 150. Questo numero è detto numero di Dunbar e nella definizione originale rappresenta "un limite cognitivo teorico che concerne il numero di persone con cui un individuo è in grado di mantenere relazioni sociali stabili".
Ciò vuol dire che se avete 418.275 amici su facebook potete tranquillamente cancellarne 418.125 senza con ciò sacrificare la vostra cerchia di relazioni. Tanto di più non potete reggere.
Questo è "dimostrato" da diversi esempi, come il numero medio di amici degli stessi utenti FB che si aggira sui 120-130, ma anche dalla dimensione media dei villaggi del medioevo e dal numero di individui nelle primordiali bande di ominidi.
Tutto questo veniva posto in relazione alla dimensione della neocorteccia del nostro cervello. In pratica se aumenti il numero di relazioni senza un'adeguata implementazione del cervello non ci stai dietro.
Questo significa tra l'altro che il progressivo ingrandimento dei villaggi stanziali dei primi uomini è stato possibile solo dall'aumento della materia grigia dovuto all'evoluzione e che la selezione naturale operava favorendo le comunità più organizzate ed efficienti, cioè i nuclei umani più grandi, cioè, in fin dei conti, gli uomini con più cervello.
Detto questo arriva il punto: qualche sera fa ho sentito dire in televisione da un esperto (mi scuserete se non mi ricordo i dettagli, ma era solo una sua opinione) che di fronte alla crisi economica mondiale, all'incalzare del global warming, al sovraffollamento della terra, alla riduzione delle risorse, all'inquinamento galoppante e agli altri gargantueschi problemi che da qui a qualche anno (decine o centinaia di anni a dire il vero) cominceranno a rendere la vita difficile all'uomo, quelli con le maggiori capacità di sopravvivere a questo futuro sono proprio quelle centinaia di milioni di persone che non hanno un contatto stabile con la civiltà, con la tecnologia, con le malattie del XX secolo, con la globalizzazione, siano essi i Masai, gli abitanti tribali dell'Amazzonia o gli indigeni del Borneo.
Guarda un po' essi vivono in villaggi.
La cui dimensione probabilmente si aggira attorno a 150 persone.
Di cui nessuno però ha facebook.

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