20 Settembre 2014. Ore 10.15
L’attesa stava diventando frenetica e Marla non sapeva più che fare. Il dottor Hilbert era uscito dalla stanza visite da più di 20 minuti e ogni secondo che passava l’angoscia aumentava nel suo stomaco. Finalmente rientrò con sguardo compiaciuto e si andò a sedere alla scrivania.
“Tutte le analisi sono nella norma e i valori che abbiamo trovato sono assolutamente perfetti. Capisco che non deve essere stato facile per lei sottoporsi a tutti questi controlli in così poco tempo ma sono tutti risultati ottimali.”
Un respiro profondo uscì dalle labbra di lei.
“Mi diceva, dottore, che esiste la possibilità di scegliere il donatore anche al di fuori della vostra lista interna di candidati.”
“È proprio così, signora Singer. La nostra catena di cliniche può assicurarle un donatore di qualsiasi parte della terra. Ovunque vi sia un nostro centro. E abbiamo centri a Hollywood, Los Angeles, New York, Parigi, Roma e Londra, senza contare quelli minori.”
“Cavolo!” scappò a Marla.
“Può ben dirlo, signora, i nostri centri sono all’avanguardia nel campo della fecondazione artificiale e le nuove leggi introdotte dallo stato del Nevada ci autorizzano ad usare il materiale dei donatori consenzienti su tutte le clienti che lo desiderino. Se lei volesse potrebbe avere un figlio da Brad Pitt, da Colin Farrel o anche da George Clooney. Abbiamo stilato una piccola classifica e quest’ultimo è risultato il più richiesto dalle nostre clienti.”
“Accidenti, sarebbe bellissimo! Mio marito sarebbe entusiasta. Ha visto tutti i suoi film.”
“Non deve far altro che scegliere chi vuole come donatore e noi la accontenteremo.”
“Sì ho deciso. Vorrei George, grazie!”
4 Novembre 2017. Ore 8.02
“Buon Giorno a tutti, sono le otto e due minuti e state guardando CNN News. In prima pagina questa mattina lo scandalo che sta colpendo l’America e il mondo dell’infanzia. Si è aggravata, infatti, nelle ultime ore la condizione di altri 16 bambini, ricoverati nei giorni scorsi per stati di malessere diffuso dovuti a cause ancora ignote. Stamane il primario dell’ospedale che li ha in cura ha fatto sapere che non sarà possibile avere dati certi fino al prossimo venerdì e che comunque il quadro clinico non è per niente rassicurante. Pare infatti che i sintomi varino da caso a caso, ma ci sono alcune caratteristiche che accomunano tutti i piccoli ricoverati. Fra questi, l’assoluta mancanza di risposta ai farmaci che generalmente si prescrivono in situazioni come queste e il fatto che la quasi totalità dei piccoli fosse stato concepito in provetta.
Vi ricordiamo che i primi casi di questa ondata di decessi sono stati registrati a Las Vegas, patria delle colture in vitro, appena tre mesi fa e che da allora questa strana epidemia ha rapito 235 vite e contagiato oltre 4500 bambini fra i tre e i sei anni.
Gli scienziati e i medici non sanno ancora capacitarsi di come sia potuta accadere un’eventualità simile e le prime interpretazioni del fenomeno parlano di una possibile malattia ereditaria come fattore scatenante il contagio associata ad una evoluzione inaspettata dell’agente patogeno che possa aver attecchito dove le difese immunitarie erano state indebolite.
Vi daremo ulteriori sviluppi della vicenda nelle prossime edizioni del nostro giornale.
4 Novembre 2017. Ore 8.05
In casa Singer tutti si stavano preparando per uscire.
La televisione trasmetteva le notizie del giorno come un disco ascoltato troppe volte cui nessuno bada perché conosce a memoria.
Sulla porta di casa Marla stava allacciando il giubbotto al piccolo Tommy. Era in ritardo per l’autobus che lo avrebbe portato a scuola.
Con uno sguardo intenso la mamma diede un’ultima occhiata al figlio, che ora stava sistemandosi gli occhiali, e una lacrima piena di incertezza rigò il suo viso.
Tommy alzò gli occhi: “Perché piangi, mamma?”
pubblicato su "Ape del Conca"
domenica 14 marzo 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento